OBESITÀ E CORONAVIRUS, UNA COMBINAZIONE PERICOLOSA
- LAURYNA SERZENTAITE
- 25 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min

In una sessione del Congresso Europeo Internazionale sull’Obesità (ECOICO 2020) tenutosi a settembre si è discusso della chiara relazione tra l’obesità e la gravità del COVID-19 .
Lo studio è stato condotto dal prof. François Pattou, Professore di Chirurgia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Lille e capo del Dipartimento di Chirurgia Generale ed Endocrina dell’Ospedale Universitario di Lille, Francia.
L'analisi dei dati ha mostrato che tra i pazienti in terapia intensiva con COVID-19, circa la metà era affetto da obesità (BMI superiore a 30), mentre un quarto obesità grave (BMI di 35 o superiore). La maggior parte dei pazienti rimanenti (circa il 40%) era in sovrappeso.
Mentre i pazienti con un BMI di 25 o inferiore costituivano meno del 10% dei pazienti che necessitavano di un ventilatore.
Quindi pur non essendoci attualmente dati che dimostrino che le persone obese si ammalano di Covid-19 più facilmente di quelle normopeso, sappiamo che l’obesità aumenta il rischio di sviluppare forme gravi di insufficienza respiratoria da Covid-19.
In un articolo apparso su Microbiologia Italia viene menzionato anche un report preliminare su 2249 realizzato da l'Intensive Care National Audit & Research Centre ai primi di aprile, che ha analizzato tutti i ricoveri dei pazienti con coronavirus nei reparti di terapia intensiva negli ospedali del Regno Unito, dove emerge che i pazienti in sovrappeso o obesi costituivano il 64% dei pazienti COVID-19 in terapia intensiva.
Ma perché l’obesità aggrava la condizione di chi contrae il virus?
I pazienti affetti da obesità hanno una serie di fattori predisponenti alle infezioni virali soprattutto respiratorie. Tali fattori di rischio includono la sindrome da ipoventilazione, lo scompenso cardiaco, il diabete tipo2 e uno stato di infiammazione cronica che da una parte determina l’insorgenza di malattie metaboliche (dislipidemia, insulinoresistenza, iperglicemia) e dall’altra altera le risposte immunitarie indebolendo le difese dell’organismo dalle infezioni.
Inoltre, l’aumento eccessivo della massa grassa toracica e addominale provoca cambiamenti sostanziali nella meccanica dei polmoni che rendono più difficile la respirazione e quindi più probabili le complicanze respiratorie.
Sono infatti frequenti nelle persone obese patologie respiratorie come la broncopatia cronica ostruttiva, l’asma, la cattiva ossigenazione dovuta alla ridotta ventilazione e alle apnee ostruttive nel sonno.
Altro dato osservato nei soggetti con una sindrome da disfunzione respiratoria indotta da infezione da nuovo coronavirus, è che i soggetti con un quadro clinico polmonare più grave hanno più carenze vitaminiche o proteiche.
Per questo è importante che i pazienti obesi che hanno eseguito un intervento di chirurgia bariatrica e che sono a rischio di carenze nutrizionali, continuino ad assumere gli integratori che sono stati prescritti.
È inoltre probabile che l'attuale pandemia da coronavirus contribuisca ad aumentare il tasso di obesità, stare a casa non deve portare ad inattività fisica forzata che aumenterebbe ulteriormente il rischio di malattie cardio-metaboliche in chi è sovrappeso/obeso.
Gli esperti della Clinica all'estero che si occupa di chirurgia bariatrica con cui noi di Sterea collaboriamo sarà lieta di rispondere a tutte le vostre domande.
Chiamaci allo 351 5803199
https://www.stereamedicaltravel.it/
Comments